La qualità dell’aria a Milano e nelle principali città italiane continua a rappresentare una criticità strutturale, soprattutto nei dati relativi al 2025 analizzati dal progetto nazionale Cambiamo Aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane, promosso da ISDE Italia – Medici per l’ambiente, Kyoto Club e Clean Cities Campaign.
Secondo i dati pubblicati e commentati di recente, Milano registra numerosi giorni di superamento dei limiti per polveri sottili PM10 e PM2,5, con valori lontani da quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dai più stringenti parametri che la Direttiva Europea sulla qualità dell’aria 2024/2881 richiederà entro il 2030.
I medici per l’ambiente osservano come l’esposizione cronica a inquinanti atmosferici come PM2,5 e biossido di azoto non solo superi i limiti di legge, ma sia associata a effetti avversi sulla salute respiratoria, cardiovascolare e neurologica della popolazione urbana.
Milano: dati critici e impatto urbano
Milano, in particolare, è segnalata tra le città con livelli di inquinamento atmosferico costantemente elevati, soprattutto per polveri sottili e biossido di azoto, principali componenti dello smog urbano. Gli sforamenti delle soglie consigliate risultano numerosi e indicano che la città deve intensificare gli sforzi per migliorare la qualità dell’aria.
I dati di gennaio 2026 evidenziano che l’inquinamento non presenta segnali di miglioramento significativo rispetto all’anno precedente, confermando una forte dipendenza da traffico veicolare, mobilità privata e fonti di emissione tradizionali.
Cause principali dell’inquinamento urbano
Tra le cause più evidenti dell’inquinamento atmosferico nelle aree urbane ci sono:
- Traffico motorizzato privato e diesel
- Riscaldamento tradizionale degli edifici
- Emissioni industriali e agricole in aree limitrofe
- Fattori geografici come la scarsa ventilazione nelle pianure urbane, che favorisce l’accumulo di polluti.
Questi elementi contribuiscono a mantenere gli inquinanti atmosferici a livelli che, anche quando rientrano entro i limiti legislativi attuali, restano significativamente superiori ai valori raccomandati dall’OMS per tutelare la salute pubblica.
Impatto sulla salute e sulla vita quotidiana
Diversi studi epidemiologici sottolineano che l’esposizione prolungata a livelli elevati di PM2,5 e NO2 aumenta il rischio di malattie respiratorie, cardiovascolari e mortalità prematura. Bambini, anziani e persone con condizioni di salute preesistenti risultano particolarmente vulnerabili.
Cosa serve per cambiare aria?
Gli esperti di Cambiamo Aria chiedono interventi urgenti e strutturali, quali:
- Incentivi alla mobilità sostenibile e potenziamento del trasporto pubblico
- Riduzione del traffico privato con zone a basse emissioni
- Elettrificazione dei trasporti e uso diffuso di energie rinnovabili
- Efficientamento energetico degli edifici
- Piani urbanistici che aumentino spazi verdi e qualità dell’aria urbana.
Contrastare l’inquinamento atmosferico non è solo una questione ambientale: significa proteggere la salute dei cittadini, ridurre i costi sanitari e costruire città più vivibili e sostenibili per il presente e per le generazioni future.



